Comuni

14/04/2009

Ludoteca

Comuni è un gioco di Acchittocca (Antonio Tinto, Flaminia Brasini, Stefano Luperto e Virginio Gigli) ambientato nell’Italia del XII secolo. I giocatori, in veste di podestà di un comune dell’Italia centro-settentrionale, devono primeggiare sugli avversari dal punto di vista militare, culturale, religioso ed economico (oltre a guardarsi dalle invasioni).

I giocatori, scelto uno dei comuni (Milano, Bologna, Lucca, Firenze o Siena), devono costruire palazzi – o ingrandire edifici già esistenti – acquisendo progetti disponibili in un mercato comune. Per farlo, inviano i propri messi presso gli architetti con un’offerta in oro. Se le offerte non vengono superate dagli avversari, i progetti possono essere prelevati dal mercato e costruiti entro le mura della propria città.

Esistono quattro tipi di palazzi, ognuno dei quali permette di ricevere una rendita in base al numero di miglioramenti del palazzo: militari (permetteranno di reclutare soldati, necessari per difendersi dalle invasioni), economici (oro, per acquisire progetti o corrompere soldati nemici), culturali (artigiani, per costruire palazzi aggiuntivi e migliorare progetti di basso livello) e religiosi (fedeli, il jolly del gioco).

Ogni volta che viene costruito o ampliato un palazzo si totalizzano punti vittoria. Chi – per una categoria – detiene il maggior numero di punti vittoria riceve la visita di un Notabile, che vi si stabilisce finché il primato è mantenuto (esistono quattro Notabili, uno per categoria: il Mercante, il Vescovo, l’Architetto e il Comandante). Questi personaggi garantiscono, in fase di rendita, una risorsa del proprio tipo in più.

Facoltativamente, dopo la costruzione un giocatore può utilizzare una o più carte per costruire le mura difensive. Analogamente ai palazzi, le mura possono essere ampliate (e fornire una difesa migliore durante le invasioni), ma non danno punti vittoria.

Il gioco si svolge in quattro fasi (ognuna regolata da quattro mazzi di carte con i progetti disponibili). Quando un mazzo termina, si scatena un’invasione. Le invasioni, di difficoltà crescente, interrompono il flusso del gioco e vengono risolte immediatamente. Gli invasori attaccheranno i comuni più ricchi con forze maggiori. Per questo, grazie a un metodo semplicissimo, il giocatore più avanti nel tracciato dei punti vittoria sarà attaccato con più forza rispetto all’ultimo in classifica.

Storicamente i comuni, in perenne e reciproco attrito, univano le forze quando una minaccia esterna si affacciava nella penisola. Ciò avviene anche in Comuni: i giocatori decidono segretamente e in contemporanea quanti soldati (o in alternativa coppie di fedeli) inviare nell’esercito della Lega e quanti di essi mettere sulle mura a difendere la città. La forza della Lega viene sottratta a quella dell’invasore, dopodiché ognuno subirà l’attacco delle truppe restanti sotto le mura della propria città. I soldati posizionati sulle mura hanno un valore che dipende dal livello delle stesse, per cui più le mura sono avanzate e meglio un soldato difenderà la città. Se, nonostante le difese, l’esercito invasore non è stato fermato, il comune riceverà punti saccheggio in misura uguale alla forza residua degli invasori. Tali punti, veri e propri macigni nella costruzione di una vittoria, possono essere eliminati sacrificando fedeli. Infine, i due comuni non saccheggiati che hanno fornito alla Lega più truppe ricevono punti eroismo, che a fine gioco frutteranno altrettanti punti vittoria.

Terminata la quarta invasione, il gioco finisce e si fanno i conti sottraendo ai punti vittoria i punti saccheggio, e sommando le maggioranze di risorse, la presenza di notabili, i punti eroismo e i punti del palazzo più piccolo. Vince la partita il comune con più punti.

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