Play 2011: com’è andata

30/03/2011

Segnalazioni

Concluso uno dei fine settimana ludici più divertenti dell’anno, ecco un breve report per ricordare la terza edizione di Play, a Modena.

Com’era ovvio, alcune delle belle intenzioni di qualche giorno fa sono andate a farsi benedire, ma rispettare il programma era ben al di là delle nostre rosee aspettative. Per fortuna, abbiamo comunque trovato qualcos’altro con cui passare il tempo.

I giochi provati

7 Wonders

Completamente snobbato allo Spiel (per due motivi: il girone infernale attorno allo stand della Repos Production e il timore che l’hype avesse sopravvalutato il gioco), 7 Wonders meritava una seconda chance.

Dopo una partita allo stand Asterion (che cura l’edizione italiana) con Simone e Thomas – stravinta da Alessia – ci battiamo il petto e recitiamo il mea culpa. Macché hype, il gioco è bello, e si gioca anche in tanti, e lo compriamo subito.

Già che ci siamo non ci lasciamo sfuggire neanche l’espansione Manneken Pis (peccato che fosse anche dentro all’ultimo numero di Spielbox!).

Ristorante Italia

Avevamo conosciuto il gioco per bocca dell’autore Riccardo Guerra, l’estate scorsa a Pisa. Alla Play ci attendeva una versione quasi definitiva del gioco (che uscirà allo Spiel 2011). Grazie al supporto di Giulio, fratello di Riccardo e co-autore del gioco, approfittiamo della disponibilità di Duccio e di Marco per provarlo.

Tante ricette, ingredienti, carte bonus: in più la carta dei vini è ottima.Un po’ di downtime, legato anche alla

Ha vinto il cuoco migliore – con tre cappelli – ovvero il sottoscritto.

Fauna

Alla ricerca del primo gioco serio per il nipote proviamo Fauna, del nostro feticcio Friedemann Friese, allo stand della DaVinci. E’ semplice ma per niente banale, ma è più adatto a ragazzi delle elementari: sarà perfetto tra un paio d’anni.

Per la cronaca, vince Dando che taglia il traguardo dei 120 punti con un balzo deciso.

I prototipi giocati

Pimp My Park

Ai Cranii gliel’avevamo giurata. Se fossimo tornati a casa senza provare il loro gestionale sui parchi a tema dal nome ancora provvisorio ci saremmo offesi. Veniamo accontentati da Lorenzo Silva: il gioco è ancora in fase di test, ma le sue meccaniche di fondo (l’assegnazione di lavoratori in contemporanea, la costruzione e le regole di piazzamento delle giostre, il meccanismo di calcolo degli introiti) sono convincenti.

Ci giochiamo con Alessio e Antonella: il primo è un velocista nel piazzamento, la seconda una imprenditrice senza scrupoli. Vince il sottoscritto seguito da Antonella. Alessia, col parco più bello, se la gioca con Alessio.

Collapsible D

Il prototipo di Luca Santopietro prende il nome dall’ultima scialuppa di salvataggio che abbandonò il Titanic. I giocatori devono portare i propri segnalini verso una delle scialuppe disponibili prima dell’arrivo dell’acqua, e sperare che quando sarà il momento ci sia posto per loro.

Simulazione accuratissima dal punto di vista storico (i personaggi hanno i nomi dei veri sopravvissuti alla sciagura) e appassionante per le meccaniche (su tutti, quella dell’acqua che invade la nave e supera le paratie tra una sezione e l’altra). Giocato a tre con uno dei ragazzi della Ludoteca dei Cacciatori di Teste, stravince Alessia.

Diluvium

Il prototipo di Stefano Groppi, che avevamo lasciato a Lucca e a Essen col suo Florenza, stavolta ha ambientazione e target completamente diversi. Nei panni dei familiari di Noè, i giocatori devono costruire e popolare l’omonima Arca.

Gioco parzialmente cooperativo (se l’arca non viene terminata prima della fine del gioco, perdono tutti) ma con anima competitiva: i giocatori devono accoppiare animali, costruire i recinti e procurarsi il cibo per il viaggio. Ovviamente, la coppia di elefanti occupa recinti più grandi e necessita di più cibo, ma è molto più remunerativa. Come al solito, Alessia batte tutti.

Meglio del 2010

L’impressione che ci fosse più gente dell’anno scorso è stata confermata da Andrea Ligabue: 20.000 visitatori, più quindici percento rispetto all’anno scorso.

Un successo, per fortuna, non a danno della fruibilità della fiera: tavoli sempre disponibili, editori con spazio sufficiente a far provare i giochi, l’area videogiochi saggiamente collocata dall’altra parte della fiera…  una cosa fatta col cuore, insomma.

Chi si (ri)vede

Bello tornare a Modena, senza fissare con nessuno, e ritrovare Simone e Thomas (ormai vecchi compagni di gioco, visti i precedenti incontri a Essen nel 2009 e nel 2010), Michele, il campione uscente del torneo di Power Grid dell’anno scorso e i concittadini Ema, Duccio, Peter e il Maestro con famiglia.

E’ stato un piacere conoscere finalmente di persona Fabio di Giochi Sul Nostro Tavolo, un vero professionista del mondo ludico (che ha fatto un bel report della Play).

E poi gli addetti ai lavori: gli amici di Cranio Creations, i fratelli Guerra, Gabriele Mari e i ragazzi di Ravenna, Monica di Giochinscatola.it, lo staff della DVgiochi, Stefano e Franco di Placentia Games… più che una fiera, un raduno scolastico.


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    […] è come al solito ricco: ecco cosa abbiamo selezionato nei due giorni a nostra disposizione. Vai al report di Play 2011 La galleria fotografica di Play […]

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