Spiel 2010 – Giorni tre/quattro

05/11/2010

Segnalazioni

Affrontiamo il terzo giorno di fiera con la calma olimpica di chi ha la coscienza a posto. Decidiamo di dedicare la giornata a provare i giochi su cui siamo ancora indecisi, a prendere quelli che non erano a rischio sold-out e a scoprire qualche perla nascosta.

Norenberc, fumata nera

Norenberc è la nostra prima priorità. Apre la fiera e ci fiondiamo per la decima volta in tre giorni allo stand White Goblin.

Niente di fare, di nuovo. Tutti i giocatori ne parlano bene, ma voglio essere certo che sia un gioco per il nostro gruppo. In passato, abbiamo comprato troppi giochi-pacco perché tutti ne parlavano bene. Ripieghiamo su un caffè in galleria.

Czech Games: sarà per l’anno prossimo

Approfitto della poca calca per chiudere i conti col padiglione 4. Passiamo allo stand della Czech Games: è il primo anno senza acquisti cecki. Anche se mi ispira, so già che 20th Century di Vladimír Suchý farà la fine di Shipyard (nello scaffale ad ammuffire).

Vlaada Chvatil è uno dei miei designer preferiti, ma Travel Blog è troppo poco anche per un fan. Vorrei poter prendere anche l’espansione di Space Alert, ma dato che non c’è verso di giocare mai al gioco base, sarebbe immorale.

Recito il mantra “Sono un giocatore, non un collezionista” e proseguo.

Masters of Venice

Mi ero quasi scordato di Masters of Venice, che adocchiavo su BGG già dall’anno scorso. Trovarlo allo Spiel 2010 era stata una sorpresa.

Il primo giorno di fiera avevo fatto due chiacchere con Frank di Lorenzo: non potendolo provare, mi aveva spiegato accuratamente le principali meccaniche del gioco. Ero rimasto impressionato dalla qualità dei componenti e dal prezzo contenuto: viste le quattro colonne di scatole alle spalle dell’autore, decisi che sarei ripassato verso la fine della fiera, certo di non avere problemi di esaurimento scorte.

Torno per acquistarlo – e a farmelo autografare – prima di dimenticarmene (e mi fa piacere vedere che le scorte del gioco sono al lumicino… ehi, è andata bene!).

Fair Play, please

Ripasso dallo stand degli italiani e mi ricordano di andare a votare per il Fair Play. Vado a iscrivermi lasciando Alessia dai Cranii.

Mi iscrivo e mi faccio spiegare come si vota (come i voti scolastici in Germania, mi dicono: da 1 – ottimo – a 6 – pessimo). Appena in tempo: ad Alessia, che mi raggiunge con l’intenzione di fare la stessa cosa, dicono che le iscrizioni si sono appena chiuse.

King of Tokio e Kingpin

Attirati dai mostri a grandezza naturale, ci dirigiamo allo stand della Iello, a provare la versione quasi finale di King of Tokio, il nuovo gioco di Richard Garfield in uscita nel 2011.

Il gioco è estremamente semplice e fracassone, e ha una grafica carina (con un vago sentore bimbominkia). Ci divertiamo con i nostri compagni di gioco, che in pieno spirito del gioco, ci/si sgambettano continuamente.

Cambiamo tavolo e padiglione: ci troviamo a giocare a Kingpin contro il tipo dello stand. Ero attirato dal gioco per la bella grafica, che ricorda molto da vicino il tratto di Frank Miller in Devil. Il gioco però non è nelle nostre corde: è vagamente astratto, perfetto per gli amanti degli di scacchi, non per noi.

Il gioco del giorno: Norenberc (finalmente!)

Al decimo passaggio allo stand della White Goblin, i ragazzi dello staff, che ormai ci conoscono come fratelli, ci propongono una partita con altri due giocatori a Norenberc: ommioddìo, ce l’abbiamo fatta!

Durante la partita scopriamo che i nostri compagni di gioco sono Neil e Laura Meyer, editor di Thru The Portal (!). Le donne ci stracciano: Laura vince seguita da Alessia, a distanza siderale Neil e me. Il gioco è divertente (e grazie agli edifici modulari, che entrano in gioco a seconda del numero di giocatori, secondo me scala anche bene).

Ci prendiamo una copia – con espansione – a testa (autografata da Andreas Steding, che si divide tra questo stand e quello della Pegasus, dove c’è Firenze, titolo non c’è verso di provare!).

Maura!

Poco prima di andarcene ripassiamo allo stand della 2f-spiele a prendere un’altra Warehouse. Dietro al ragazzo dello stand c’è un tipo strano che assomiglia moltissimo a un avatar su BoardGameGeek.

Vinco la timidezza e chiedo al ragazzo se quello dietro a lui è Lars Arne “Maura” Kalusky. E’ lui: mentre mi autografa la carta Warehouse, ci facciamo due chiacchere… ai complimenti per i disegni divertentissimi di Funny Friends mi risponde che mai più farà una cosa del genere per Friedemann Friese (in effetti, gli è toccato disegnare 200 carte e segnalini, un inferno).

A cena con gli italiani

La sera andiamo a cena con i Cranii e un nutrito gruppo di autori/editori/distributori italiani. Arriviamo alla spicciolata in un ristorante poco vicino alla fiera.

Al nostro tavolo conosciamo Stefano Groppi, Franco Arcelloni e Sandro Zurla, rispettivamente autore ed editori di Florenza, gioco d’esordio della Placentia Games. Ma dietro l’addetto ai lavori c’è il giocatore appassionato: mi raccontano della loro passione ultradecennale e mi descrivono la loro sala giochi; li seguo con una punta d’invidia.

Hanno il gioco nel sangue e un entusiasmo contagioso: mi faccio raccontare la genesi del gioco dal giorno in cui Stefano si presentò agli altri con un “prototipo interessante”, di come negli anni Florenza abbia cambiato nome, durata e quantità di materiali (e di come ogni modifica – necessaria ai fini di produzione – sia stata una sofferenza). Pare che il gioco sia andato molto bene – hanno quasi terminato le copie a un giorno dalla fine della fiera: i tedeschi adorano il rinascimento italiano e si sono lasciati conquistare da questo gioco con la G maiuscola.

L’impacchettamento

Tiriamo tardi in un pub perché qualcuno si convince che l’indomani scatterà l’ora solare. Pazienza: il giorno dopo, con 1200 Km di auto da fare, faremo solo una capatina alla Messe.

Schiacciamo le tre e mezza a fare i bagagli: ho preso più giochi per gli amici che per me.

Temo che il bagagliaio sarà occupato solo dalle scatole (la mattina dopo ne avrò la conferma).

Ultimo giorno, ultimi acquisti e saluti

Entriamo per l’ultima volta alla Messe con l’obiettivo di uscire a mezzogiorno e mettersi in strada.

Riesco a trovare Alain Orban e a farmi firmare la copia di Troyes che mi sono riportato in fiera e alla quale mancava solo il suo autografo.

E’ soddisfatto: il gioco è piaciuto e hanno esaurito le copie che si sono portati dietro.

Poi passiamo allo stand della Spiele-offensive a prendere Colosseum a 15 euro (unica concessione all’acquisto di impulso) e a salutare gli amici al padiglione 9.

Salutiamo il Silva (che è tornato in zona Heidelberger a presentare Dungeon Fighter), il Tucci-Sorrentino e Alessandro “Standista Perfetto” Prà, che ci donano Monkey See Monkey Do. I regali non finiscono: Nicolò e Pietro ci regalano una copia (con dedica agli svantaggiati) di Escape from the Aliens in Outer Space. Ma il regalo dovevamo farglielo noi: senza di loro le serate a Essen sarebbero state meno divertenti.

Goodbye, Spiel 2010

Sulla via di casa, tra bufere di pioggia, grandine e nebbia, già ci manca la Ruhr e quella banda di pazzi che una settimana all’anno la trasforma nella capitale del gioco. Quando inizia lo Spiel 2011?

Giochi acquistati

  • Masters of Venice (+ espansione)
  • Norenberc (+ espansione Essen 2010)
  • Colosseum

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