Spiel 2011 – giorno due

31/10/2011

Segnalazioni

Questo articolo è parte del racconto dello Spiel 2011: leggi i resoconti del giorno zero, uno, due, tre, quattro, o guarda la galleria fotografica

Tradizionalmente questo è l’ultimo giorno utile per poter provare qualche gioco facilmente: il week-end sarà invaso dalle famiglie tedesche, e il solo muoversi tra gli stand sarà impresa faticosissima. Partiamo quindi più che motivati.

Santiago de Cuba: buona la seconda

La partita a Santiago de Cuba del giorno prima era durata poco meno di due turni: sfruttando l’ingresso anticipato, ci piazziamo ai tavoli della eggertspiele dieci minuti prima dell’apertura, avvertiamo Fabio via sms e iniziamo a fare il setup.

L’attesa dell’arrivo di Fabio è febbrile: un capannello di persone ci circonda come condor, non capendo perché la partita non inizi. Prendiamo tempo facendo sedere un giocatore tedesco al tavolo finché l’arrivo di Fabio fa tranquillizzare tutti, standista eggerstpiele compresa.

Il gioco è semplice, scorre bene anche se non troppo profondo strategicamente (vinco io ma il giocatore tedesco, che tutti pensavano fuori partita, arriva secondo). Lo prendiamo lo stesso approfittando di una superofferta della trilogia (Cuba, Havana, Santiago), che dividiamo con Fabio.

Ecco 1969

Passiamo dai Cranii, il loro stand e i loro tavoli sono sempre pieni.

Il prototipo di 1969, finito di sistemare dai nostri eroi la sera prima, fa bella mostra di sé sul tavolo.

Pur essendo un prototipo, la grafica è molto in tema (gli anni della corsa allo spazio, con cartelle e faldoni, pacchetti di sigarette e immagini della propaganda del tempo) e i segnalini a forma di missile sono davvero fichissimi.

Alba Longa non ci convince

Ci ricongiungiamo con Fabio e riusciamo a trovare un tavolo per provare Alba Longa, della QWG.Il gioco sembra interessante, ha una grafica gradevole e dei dadi davvero insoliti. Alessia si astiene e cede il posto a due olandesi che si uniscono a me e a Fabio.

La QWG ha lo stesso problema ogni anno: la sensazione è che i loro standisti non conoscano a fondo le regole del gioco, o quantomeno non si preparino a sufficienza (era successo anche con Carson City qualche anno fa).

Comunque, iniziamo a giocare: regole tutto sommato semplici, carina l’alternanza di stagioni ma l’azione militare viene snobbata da tutti (eccetto un primo turno dove ce la rifacciamo con Fabio). Non ci piace: vinco io, ma ad essere onesti Fabio fa di tutto per far terminare la partita!

E adesso, un po’ di classifiche

Approfittiamo della vicinanza con lo stand di BGG e votiamo i giochi sia su BoardGameGeek – classifica un po’ ballerina che cambiava ogni cinque minuti – che su Fair Play – molto più seria e affidabile della prima. Su entrambe Dungeon Fighter si batte bene!

Queen Games parte uno: Sparta

Rimaniamo con Fabio e ci sediamo ai tavoli Queen Games. Mi faccio da parte e loro provano Sparta, gioco che quel cervellone di Yannick Holtkamp ha progettato a 12 anni (ora ne ha 14 e studia all’università di Dusseldorf).

Purtroppo, tolte spade e fortezze si tratta di una dama con un modo diverso di mangiare gli avversari.

Non vedo Alessia divertirsi, e neanche Fabio (che poi vince la breve partita) si straccia le vesti dalla felicità. Astrattissimo.

Queen Games parte due: Castelli

Per fortuna, quelli accanto a noi hanno appena smesso di giocare a Castelli: gli subentriamo e ci facciamo una partita a tre.

E’ un gioco innovativo, direbbe un uomo del 1999. Oggi è poco più che un titolo onesto con una bella confezione.

Tolti i componenti, che rientrano nei consueti e meritori alti standard Queen Games, davvero niente di che. Più interessanti i bundle di due giochi degli anni passati a 19,90 euro (o tre giochi piccoli a 9,90 euro).

Uno Spiel senza lo schiacciasassi

La sensazione è che a questo Spiel si trovino un po’ di buoni giochi, svariati titoli sopravvalutati e nessun vincitore, del calibro di Agricola o 7 Wonders.

A proposito di buoni giochi, ci ritroviamo con Riccardo Guerra allo stand Red Glove, dove il suo Ristorante Italia (che provammo alla Play nella sua versione quasi definitiva) campeggia in bella vista su tavoli apparecchiati con tovaglie a quadretti. Ci ripromettiamo di vederci a cena la sera successiva.

Puerto Rico Anniversary

E anche questa giornata è terminata: rimane il tempo di andare a vedere la mobilissima classifica di Boardgamegeek e fare qualche foto alla versione Anniversary edition di Puerto Rico – una versione che era ora qualcuno pubblicasse, vista la terribile veste grafica del gioco base.

Un po’ troppo immorale il prezzo, sia per la versione tedesca che per quella inglese in vendita allo stand BGG/Rio Grande. Va bene che è Puerto Rico, ma è sempre un gioco con qualche anno alle spalle, cribbio!

A casa, First Sparks

A casa, il Tucci vuole giocare al gioco di Friedemann Friese. Spacchettiamo la scatola comprata il giorno prima e facciamo una partita in sei (numero sconsigliato dall’autore per l’alto tasso di caos). Il caos c’è: pur rimanendo compatti, c’è chi è sempre col cibo preciso e chi nel cibo ci nuota. La spunta il Tucci su Alessandro e sul sottoscritto (complice una mia clamorosa disattenzione). Rimangono appena le forze per rimettere tutto nella scatola: 12 ore in fiera si fanno sentire.

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6 Risposte per “Spiel 2011 – giorno due”

  1. Orologiaio Dice:

    Potrei sbagliarmi data la stanchezza, ma credo che il secondo posto nella partitella di First Sparks fosse condiviso tra me e te ;)

    P.S.
    Se anche non pubblichi il commento non mi offendo :P

  2. Loodica Dice:

    @Orologiaio, hai ragione! Correggo subito

    Ah, ti ho pensato quando abbiamo defustellato tutti i giochi: volevo spedirti le fustelle (che invece sono finite nella raccolta differenziata) :)

  3. Orologiaio Dice:

    Argh, che dolore! :D

    No, in realtà sono conscio della mia psicopatìa e capisco perfettamente. Apprezzo anzi moltissimo che vi siate premurati di smaltirle correttamente, conosco [i]qualcun altro[/i] che invece se ne frega altamente, e non solo in situazioni d’emergenza come le fiere!

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